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Elettrocardiogramma in Medicina Generale

Ordine dei medici di Verona

17 e 31 ottobre; 14 novembre e 05 dicembre 2019

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L’elettrocardiogramma (ECG) è una metodica certamente antica, ma nonostante ciò riveste ancora un ruolo essenziale nella diagnostica cardiologica e nel lavoro quotidiano del Medico di Medicina generale (MMG).

Basti considerare la potenzialità dell’ECG nel diagnosticare importanti patologie, quali la sindrome del QT lungo/corto, il Brugada, la pre-eccitazione cardiaca, anche in riferimento alle recenti normative sulla  “pratica di attività sportiva di tipo non agonistico”. Va inoltre sottolineata l’importanza dell’ECG, seppure con sensibilità non elevata, ma con buona specificità, nella diagnosi della fibrillazione atriale (l’aritmia statisticamente più frequente sul territorio) e dell’ipertrofia ventricolare sinistra nei pazienti ipertesi e nella Cardiopatia ischemica.

L’appropriatezza prescrittiva e, soprattutto, l’aderenza e la continuità terapeutica, in particolar modo nei pazienti multiproblematici e in politratattamento farmacologico, sono elementi strategici per l’efficacia terapeutica con i conseguenti benefici per il paziente e per la sostenibilità del SSN.

Come ampiamente dimostrato, anche l’utilizzo dei farmaci equivalenti è uno strumento che i medici, in alleanza con i pazienti, hanno a disposizione per il raggiungimento di questi obiettivi.

Ancora oggi la preparazione universitaria non prevede l’insegnamento sistematico dell’elettrocardiografia, ragione già di per sé sufficiente per considerare utile e razionale fornire al Medico di Medicina Generale (MMG) almeno i fondamenti della metodica

L’obiettivo del corso è di fornire le conoscenze di base atte a trattare e monitorare i pazienti che presentano alcuni dei problemi più frequenti come l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia ischemica e la fibrillazione atriale.

Si forniranno inoltre informazioni utili alla interpretazione delle “letture automatiche degli elettrocardiogrammi, e, infine, le conoscenze per migliorare l’appropriatezza dell’invio a consulenza urgente e/o a consulenza specialistica.

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