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Focus sulla terapia insulinica nel paziente con diabete di tipo 2

Scuola Veneta di Medicina Generale; Via Pelosa, 78 – 35030 Caselle di Selvazzano (PD)

Giovedì 18 Aprile 2019

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I dati epidemiologici sulla prevalenza dei pazienti affetti da diabete di tipo 2, ricavati da diversi data base, evidenziano una sua crescita costante negli anni. Le percentuali più recenti, ricavati dai due data base della medicina generale (Health Search, nazionale di SIMG, e “MilleinRete”  SIMG Veneto) si avvicinano in generale all’8%, percentuale che, però, supera il 20% nei pazienti di età ≥ a 75a.

I pazienti affetti da diabete tipo 2 sono gravati da importanti comorbidità (es. ipertensione, insufficienza renale, dislipidemia, obesità, fragilità,…) che, molto spesso, compromettono il raggiungimento di un buon compenso metabolico, e sono responsabili di effetti collaterali e/o di eventi cardiovascolari che implicano un importante carico assistenziale con i relativi elevati costi sanitari.

Il precoce riconoscimento della malattia, la valutazione della presenza, già alla prima diagnosi, di eventuali complicanze e un’appropriata terapia, sono compiti primari del medico di medicina generale.

Anche per i pazienti con diabete di tipo 2 che non riescono a raggiungere un buon compenso metabolico, nonostante la terapia con antidiabetici orali, spesso è necessario introdurre l’insulina.

Tuttavia c’è poca confidenza tra i medici di medicina generale nell’utilizzo di questo farmaco, per motivi diversi ma principalmente per due:

  • perché tradizionalmente i pazienti che ne fanno uso sono seguiti prevalentemente dagli specialisti diabetologi
  • perché è stata dedicata scarsa attenzione a fare formazione su questo argomento rivolta ai MMG.

In realtà non solo l’insulina deve far parte del bagaglio terapeutico che può e deve usare il medico di medicina generale, ma, in ogni caso, devono saper dare risposte ai pazienti che usano insulina (anche se prescritta dal diabetologo e su piano terapeutico) per qualsiasi esigenza che riguardi il loro uso: per  l’eventuale comparsa di effetti collaterali, per aggiustare il dosaggio in caso di compenso metabolico non ottimale, per modificare temporaneamente il dosaggio in caso di malattie intercorrenti o utilizzo temporaneo di farmaci che interferiscono con la glicemia, per sapere come fare l’automonitoraggio, ecc. …

La gestione complessiva dell’insulinoterapia fa parte della presa in carico di questi pazienti da parte del MMG che dovrà collaborare con lo specialista di riferimento secondo quanto definito dal PDTA regionale o sulla base di un Programma di Cura Individuale condiviso, nell’ottica di una vera collaborazione.

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